#GreenMediaMonday: AWorld, le piccole azioni fanno la differenza

#GreenMediaMonday: la rubrica di news sulla sostenibilità di Green Media Lab.

Ogni persona può e deve contribuire alla lotta al cambiamento climatico. Spesso però si pensa che l’agire individuale non solo sia insufficiente, ma anche controproducente per la causa ambientale. Questo perchè si sposta l’attenzione e la responsabilità dai grandi inquinatori (stati e aziende) ai singoli consumatori, spesso visti come le vittime di questo meccanismo. Per questo è nata Aworld, l’app supportata dalla Nazioni Unite, per accompagnare ognuno di noi nelle proprie azioni quotidiane.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, può cambiare le cose? Se sì, in che modo?

Comportamenti e sostenibilità individuale possono contrastare la crisi climatica?

Giorgia Marino, giornalista ambientale e caporedattrice della rivista Materia Rinnovabile Renewable Matter, ha moderato il panel di mercoledì 30 settembre organizzato da AWorld e Green Media Lab.

La discussione ha analizzato come i comportamenti individuali influenzino il futuro del pianeta e come il loro cambiamento possa avere ripercussioni positive, mitigando la crisi climatica mondiale.

Sono intervenuti  Marco Armellino, presidente di AWorld e Alessandro Armillotta, CEO di AWorld, Francesca Zoppi, esperta di sviluppo sostenibile che collabora con le Nazioni Unite e Sarah Brizzolara, attivista.

Cosa significa diventare sostenibili? E cosa occorre fare?
Alessandro Armillotta, CEO AWorld

“La consapevolezza di essere nel mezzo di una crisi climatica causata dall’uomo è imprescindibile. Non si tratta di un cambiamento climatico ma di una conseguenza delle azioni dell’umanità. Una consapevolezza quindi che riguarda anche le abitudini e il riscontro positivo e negativo che queste determinano sull’ambiente circostante. AWorld infatti è un’app, una guida e vuole sensibilizzare le persone a tenere comportamenti virtuosi e sostenibili.”

Marco Armellino, presidente AWorld

“Prendere consapevolezza del problema è il primo step. Quel che deve seguire è la comprensione dell’impatto delle nostre azioni sull’ambiente e sul pianeta. Partendo dalle piccole attività e modificando abitudini, possiamo influenzare molto gli effetti del cambiamento climatico. Da quando personalmente ho deciso di agire in prima persona al riguardo, ho compreso che molti di quelli che intraprendono questo percorso non sentono di fare delle rinunce. Ma anzi un arricchimento personale, dato lo scopo comune. E così funziona AWorld.”

Tramite AWorld le persone sono informate e formate, il mood è positivo senza tragicità ma con logiche di azione.

Francesca Zoppi, esperta di sviluppo sostenibile

“La sostenibilità non è una scelta ma una necessità oggigiorno. La pandemia è apparsa in un momento storico molto complesso. L’intero pianeta si è fermato. Questa emergenza va presa come strumento per ripensare le strategie globali, aziendali e individuali in termini di sviluppo e di consumo. Una pandemia così può essere utilizzata per combattere il cambiamento climatico, educando le persone a creare un futuro più sostenibile per il nostro pianeta. Bisognerà focalizzarsi sulla sostenibilità economica, la lotta al cambiamento climatico e la sostenibilità sociale e d’impresa.  In questo momento di emergenza, è necessario concentrarsi su alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile SDG. Tra i quali, il numero 3 (salute e benessere persone), 8 (economico e sociale), 9 (innovazione e infrastrutture), 1 (sconfiggere povertà per tutti), 10 (ridurre disuguaglianze) e 16 (pace, giustizia e istituzioni solide).”

Sarah Brizzolara, attivista

“Essere sostenibili significa essere consapevoli della propria impronta carbonica e quindi delle proprie scelte. Il mondo è frutto di ogni azione, anche minima. Ognuno di noi ha il potere di creare una realtà più gentile”, afferma. Come attivista il suo compito è sensibilizzare le persone e “rendermi parte attiva di un cambiamento”, prosegue. “Fare attivismo è molto importante anche per risvegliare il proprio senso civico, soprattutto in un tempo passivo dove tutti siamo più spettatori e meno cittadini.
Agire nel proprio piccolo è il modo per essere vivi.

Come si cambiano le abitudini?
Alessandro Armillotta

“Sicuramente il coinvolgimento individuale è importante perché le azioni sommate possono avere risultati enormi. Fondamentale è sapere che abbiamo in mano un potere e dall’attività di ciascuno susseguono risultati. Il primo ostacolo che abbiamo riscontrato in AWorld è quello che, nel collettivo, si pensi che la sostenibilità sia complicata o noiosa. Un altro problema è quello di vedere il cambiamento come una rinuncia e quindi con accezione negativa. Si può essere portatori di cambiamento con consapevolezza e voglia di fare community, ci sono altre persone come noi. In app abbiamo una lista di centinaia di azioni che si possono fare quotidianamente. E abbiamo anche creato delle challenge di gruppo. Abbiamo forse sempre immaginato uno scenario apocalittico e distopico, cambiamo questo modo di vedere il futuro attivandoci ora.”

Il problema della depressione climatica affligge soprattutto i più giovani
Sarah Brizzolara

“Si parla di eco ansia. Di fatto ti rendi conto che hai a che fare con un problema che è più grande di te singolo e quindi parlare con altre persone è importante. Agendo e costruendo piccoli tasselli si può canalizzare l’ansia climatica. L’ostacolo maggiore è anche quello di uscire dalla propria comfort zone poiché il cambiamento è sempre visto come una rinuncia, un qualcosa di negativo e quasi mai in ottica positiva.”

Francesca Zoppi

“È importante educare tutti alla sostenibilità e a come combattere il cambiamento climatico partendo dai giovani perché sono le generazioni del futuro. Modificare il comportamento delle persone è la cosa più difficile, bisogna farlo utilizzando empatia, ascoltando, accettando la resistenza ma non assumendo un tono negativo. Utilizzando l’auto-efficacia si può coinvolgere chiunque.”

Ogni piccola azione può fare la differenza, non ci stancheremo mai di ripetere che anche se non tutti siamo stati la causa del problema, è di tutti la responsabilità di agire.

Fonte: hubstyle.sport-press.it

 

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