#GreenMediaMonday: Cosa farai da grande? I lavori del futuro per il Pianeta

Lavorare per il pianeta

Tre parole che ben riassumono il fine ultimo delle nuove professioni che stanno nascendo nell’ambito della cosiddetta transizione ecologica. Un processo in accelerazione in Italia grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e che potrebbe portare alla creazione di un milione e 672 mila posti di lavoro secondo le stime di Legambiente e Green Factor. Ma quali sono questi green jobs di cui si sente tanto parlare? Si va dagli eco-chef, ai food designer, dai manager della felicità agli idrologisti, dai giuristi ambientali agli ingegneri ambientali. Senza dimenticare gli Esg & Sustainable Investment Specialist e i mobility manager. Tutte figure che hanno sviluppato nuove skills in termini di sostenibilità. Il mercato del lavoro è quindi a sua volta in transizione e, non a caso, negli ultimi cinque anni anche il mondo della formazione si è tinto di verde.

L’elenco dei mestieri

Il trend è evidente se si guarda soprattutto ai percorsi post diploma: tra master e corsi universitari siamo arrivati a 37 programmi verdi nel 2019. Si pensi solo allo sviluppo dell’Esg Lab dell’Università Bocconi di Milano, che prepara manager capaci di agevolare la “mutazione green” del capitalismo italiano. O al corso sull’economia circolare lanciato nel 2020 della Luiss di Roma che forma nuove figure professionali capaci di «svolgere funzioni imprenditoriali, manageriali o consulenziali negli ambiti dell’economia circolare». Certo, classificare i nuovi profili non è semplice. Ci viene in aiuto l’International Labour Organization (Ilo) che ha definito i lavori verdi come «attività lavorative nel settore agricolo, manifatturiero, amministrativo, dei servizi e nelle attività di ricerca e sviluppo che contribuiscono sostanzialmente alla salvaguardia o al ripristino della qualità ambientale». Settori diversi quindi ma obiettivo comune.

Le categorie

«In termini di classificazione », dice Sonia Massari, ricercatrice senior di Fondazione Barilla, «possiamo parlare di lavori ‘più richiesti’, ‘emergenti’ e ‘reinventati’. Sono mestieri per cui spesso non esiste un percorso di studi specifico ma sono richieste competenze trasversali e visione di sistema». Pensiamo, ad esempio, al food designer, il progettista del cibo, ovvero a quel professionista che ha il compito di portare processi innovativi all’interno della filiera agroalimentare: dai campi al packaging passando per la logistica. Un profilo che lavora come consulente aziendale o municipale e per cui fino a cinque anni fa non esistevano master specifici. «Oggi è una figura richiesta per la sua capacità di lavorare su più fronti in parallelo. Non è un mestiere nuovo ma è piuttosto un’applicazione nuova del design», aggiunge la ricercatrice.

Risorse umane creative

Il manager della felicità invece è un’evoluzione della funzione risorse umane che pone al centro del suo lavoro il benessere delle persone. Nato negli Stati Uniti, è un manager che impatta sulla qualità dell’ambiente di lavoro con l’idea che una forza lavoro soddisfatta di sé e sana sia un bene per la produttività dell’impresa. In Italia il caso forse di maggior successo è quello di Biogen Italia, società biotech che promuove un modello, chiamato Bpositive basato sulla convinzione che la felicità sia una competenza da sfruttare in azienda. Sul fronte dell’ingegneria si cercano poi gli idrologisti, gli esperti dell’acqua e della riduzione degli sprechi mentre in ambito gestionale la novità sono i mobility manager che con il decreto del 12 maggio 2021 sono stati definiti dal Ministero della Transizione Ecologica come «i promotori della mobilità sostenibile per le aziende»

Il turismo e l’ambito legal

Con la ripresa e le riaperture nuova linfa anche per il turismo in cui troveranno opportunità i Travel designer, che organizzano percorsi di viaggio per sostenere e valorizzare i territori. Ma spazio anche al cosiddetto agente di viaggio sostenibile che propone forme di turismo “nuove” in grado di impattare positivamente sull’ambiente. Ad esempio, proponendo viaggi in cui i turisti si spostano in bicicletta o aiutino, attraverso una quota verde, a finanziare progetti solidali. Tra le figure emergenti in ambito legale invece una menzione la meritano i giuristi ambientali che aiutano nell’attività amministrativa-burocratica le aziende in difficoltà nella gestione della normativa ambientale.

Figure Finanziarie

Altra figura che sarà sempre più richiesta è l’Innovator broker in agricoltura, ovvero una persona estremamente formata che, all’interno delle Università e degli istituti di ricerca, sia in grado di raccogliere fondi e trovare investitori per finanziare progetti innovativi. «Si tratta di una figura professionale che funge da tramite tra studiosi, finanziatori e agricoltori per creare sinergie in grado di rivoluzionare il sistema agroalimentare», sottolinea Massari. In ambito finanziario si sta imponendo poi l’ Esg & Sustainable Investment Specialist che assiste i clienti nello sviluppo delle loro iniziative strategiche di finanza sostenibile. «In molti casi», conclude Massari, «sono professioni che combinano competenze Stem e umanistiche. Dalla matematica alle lingue. Per svolgere al meglio questi nuovi mestieri bisogna quindi declinare in modo nuovo le capacità acquisite magari in corsi di laurea tradizionali. Ricordando sempre che non c’è sostenibilità senza empatia».

Fonte: Corriere della Sera