#GreenMediaMonday: il viaggio nei fiumi di una bottiglia di plastica

La ricerca condotta dall’Università di Exeter ha rivelato che una bottiglia di plastica lasciata cadere in un fiume può percorrere anche oltre 2800 chilometri

“Message in a bottle” cantavano Sting e i Police nel 1979. Ma quanto può percorrere una bottiglia di plastica abbandonata lungo un fiume? E che messaggio ne possiamo ricavare? Hanno provato a rispondere i ricercatori dell’Università di Exeter, in Gran Bretagna, guidati da Emily Duncan. Il viaggio di una di queste bottiglie è stato seguito via satellite, attraverso un localizzatore Gps. Il suo tragitto è stato studiato a fondo per trovare soluzioni a uno dei più gravi problemi d’inquinamento dei mari, la presenza di immense “isole” di plastica che dalla terraferma, attraverso i fiumi, raggiungono gli oceani.

L’inquinamento da plastica minaccia gli ecosistemi naturali e la salute umana in tutto il mondo.

Ricerche precedenti hanno evidenziato che i fiumi trasportano fino all’80% dell’inquinamento da plastica.
Duncan e i suoi colleghi hanno sviluppato un nuovo metodo di tracciamento open source a basso costo. Utilizza bottiglie di plastica recuperate per ospitare componenti elettronici progettati su misura, consentendo di monitorarle tramite reti cellulari, Gps e satelliti. Queste “etichette” sono servite a replicare realisticamente il percorso che la plastica fa lungo un fiume e poi in mare aperto.

Lo studio “National Geographic Sea to Source Ganges”

Nell’ambito della spedizione “National Geographic Sea to Source Ganges“, i ricercatori hanno rilasciato 25 etichette di bottiglie in vari siti lungo il fiume Gange. Hanno seguito molti di loro attraverso il fiume e nel Golfo del Bengala. Hanno anche rilasciato tre bottiglie nel Golfo del Bengala per imitare i percorsi seguiti dai rifiuti una volta raggiunti il mare. La distanza più lontana percorsa è stata di 2.845 chilometri e ha richiesto 94 giorni.

Questo studio dimostra che si potrebbe utilizzare le etichette delle bottiglie per migliorare la comprensione del movimento dei rifiuti di plastica. Questi dispositivi potrebbero rivelare informazioni sulle aree in cui è probabile che si accumulino rifiuti di plastica e periodi in cui grandi quantità di inquinamento da plastica si muovono attraverso i corsi d’acqua.

Gli autori sottolineano anche il potenziale per le etichette delle bottiglie, in modo di  coinvolgere il pubblico, ad esempio consentendo alle persone di seguire i viaggi delle bottiglie, aumentando potenzialmente la consapevolezza, scoraggiando così lo smaltimento selvaggio dei rifiuti e informando sulle modifiche da apportare alle politiche per combattere l’inquinamento da plastica.

Gli autori della ricerca spiegano: “I nostri tag  ‘messaggio in bottiglia’ mostrano quanto lontano e quanto velocemente può spostarsi l’inquinamento da plastica. Dimostra che si tratta di un problema veramente globale, poiché un pezzo di plastica lasciato cadere in un fiume o in un oceano potrebbe presto raggiungere l’altra parte del mondo”.