#GreenMediaMonday: Oslo, città a zero emissioni

#GreenMediaMonday: la rubrica di news sulla sostenibilità di Green Media Lab.

Il pianeta ha dei problemi, e la colpa di questo è la creazione di una nuova era geologica, l’antropocene. Non a caso uno dei fattori che più incidono sul riscaldamento globale sono le grandi concentrazioni di popolazione, le metropoli. Queste sono responsabili del 75% delle emissioni globali.

Non sono però solo gli impianti di riscaldamento o di aria condizionata delle case ad influire. Il settore dei trasporti, privati e pubblici, e quello dell’industria edile, ovvero la continua costruzione di nuovi palazzi, che consuma il suolo e produce dei gas climalteranti.

L’edilizia da sola emette il 39% dell’anidride carbonica

L’edilizia da sola emette il 39% dell’anidride carbonica. Per questo motivo a livello internazionale è necessario cercare di abbassare l’impatto ambientale delle aree urbane.

Città a zero emissioni

Città a zero emissioni sono possibili, anche se richiedono grandi sforzi di riorganizzazione. Si tratterebbe, infatti, di farle funzionare interamente con energia rinnovabile, aumentare gli spazi verdi, rendendole pedonabili e ciclabili. Inserirle come parte principale delle soluzioni adottate per combattere il cambiamento climatico sarebbe una soluzione per il raggiungimento degli obbiettivi dell’Accordo di Parigi. Ovvero mantenere il rialzo della temperatura sotto i 2 gradi. In effetti molte città stanno già investendo in energia rinnovabile, regolazioni e incentivi per ridurre il loro contributo all’effetto serra.

Sono stati anche elaborati due progetti di nuove aree a impatto zero, che sarebbero dovute essere costruite entro il 2020: Masdar city negli Emirati Arabi Uniti, nella periferia di Abu Dhabi, e Dogtan, Cina, nell’isola di Chongming vicina a Shangai. Nonostante cospicui finanziamenti, efficaci master plan, e campagne di comunicazione imponenti, queste città non sono ancora operative e il loro essere simbolo di un futuro ecologico è rimasto un sogno.

L’esempio europeo: Oslo

Una città che però ha fatto un piano concreto e effettivamente realizzabile si trova in Europa ed è Oslo. La capitale della Norvegia, dove le emissioni erano cresciute del 25% dal 1990, ha già fatto un deciso cambio di direzione. Ha convertito centinaia di parcheggi per le automobili in giardini, aree pedonali e piste ciclabili, tanto che nel 2019 non c’è stata nessuna vittima tra i ciclisti. Già entro il 2020 ha raggiunto un taglio del 35%, ma in maggio la municipalità ha deciso che entro il 2030, tra dieci anni, arriverà allo zero, con un taglio del 95% delle emissioni.

Poiché al trasporto è attribuibile la metà della produzione dei gas serra, la strategia è quella di puntare alla pedonalizzazione, alla diffusione delle biciclette, ai mezzi pubblici e a fare in modo che le poche auto che saranno ancora in circolazione siano tutte elettriche. Già un quarto lo sono e lo sono anche il 60% per cento dei nuovi modelli venduti.

Chi entra dalle periferie nell’area urbana dovrà pagare un pedaggio costoso, che possa rendere economicamente conveniente pensare di spostarsi in altro modo. Gli autobus e i traghetti saranno tutti elettrici. E poiché è anche uno dei maggiori porti del nord, anche questo settore verrà elettrificato, comprese le navi. Verrà anche data importanza alla capacità del suolo di immagazzinare carbonio, lasciando vaste aree a disposizioni delle foreste. Il trattamento dei rifiuti verrà pianificato in modo che diventi il più possibile circolare. Saranno incentivate le pratiche di riuso, riciclo, condivisione e i consumi locali. Oslo insomma è la prima città che riesce a portare avanti un progetto concreto.

Il futuro delle città

Più di 70 centri urbani nel mondo hanno dichiarato di voler raggiungere la neutralità del carbonio, ma lo faranno, se tutto va bene, solo entro il 2050.

Sono numerose le iniziative che propongono questo impegno. C40, del quale fanno parte Milano, Venezia e Roma è un coordinamento per lo scambio di buone pratiche varato durante il Summit sull’ambiente di Copenaghen. Rappresenta 96 centri e oltre 700 milioni di cittadini. 24 si sono già impegnate a rifornirsi solo di elettricità sostenibile, 18 hanno vietato la plastica mono uso, 82 hanno incrementato la viabilità ciclistica.

A questo, nel corso della giornata dell’Ambiente tenutasi il 5 giugno quest’anno, si è aggiunta la campagna Race to zero varata dalle Nazioni Unite, rivolta a politici e alle aziende. Comprende una coalizione di 449 città che rappresentano circa il 25% delle emissioni globali di Co2 e oltre il 50% del Prodotto globale lordo e punta all’azzeramento dei gas serra entro il 2050. E’ previsto anche un incremento degli impegni governativi in vista della prossima Cop 26, la conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà a Glasgow in novembre.

La sfida più difficile per Oslo è proprio il settore dell’edilizia. Dovrà essere più efficiente, usare energia locale e dovranno essere preferite le ristrutturazioni rispetto alle demolizioni. Sarà preferibile anche il riciclo di materiali o l’uso di quelli, che come il legno, non sono eterni.

Fonte: businessinsider.com

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