#GreenMediaMonday: I primi provvedimenti di Biden sull’ambiente

Una delle priorità del mandato di Biden è la sostenibilità

Il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha subito dichiarato come la sostenibilità sarà una delle priorità del suo mandato. Mercoledì 27 gennaio ha firmato una serie di ordini esecutivi legati alla protezione dell’ambiente e al contrasto al cambiamento climatico. Questa decisione è stata accolta favorevolmente dagli economisti e dagli ambientalisti.

Gli ordini esecutivi

La misura più importante presa dal neo presidente riguarda la revisione delle richieste di permessi per trivellare il territorio federale alla ricerca di petrolio e gas naturale. Biden pone così le basi per impedirne, nel futuro prossimo, il rilascio di nuovi. Tra gli ordini esecutivi vi è anche la nomina dell’ex segretario di Stato John Kerry a inviato speciale per il clima.

Vi sono anche misure più simboliche ma significative per capire la direzione in cui si sta muovendo Biden. Tra queste, l’impegno a comprare mezzi di trasporto a zero emissioni nette per gli organi statali e federali e una task force nazionale sul cambiamento climatico. Ha anche annunciato che con le misure che proporrà la sua amministrazione  creerà «un milione di posti di lavoro “verdi”». Diversi economisti dubitano che siano cifre plausibili. Tuttavia, hanno lodato l’intenzione di Biden di investire nella riconversione di alcuni lavori ormai obsoleti.

Né Biden né Kerry hanno fornito ulteriori dettagli sul reintegro degli Stati Uniti nell’accordo di Parigi sul clima. Barack Obama era stato fra i principali promotori dell’accordo. Si era, infatti, impegnato a ridurre entro il 2020 le emissioni nette del 28 per cento rispetto ai livelli del 2005. Gli esperti di ambiente stimano che Biden potrebbe annunciare un taglio del 40 o del 50 per cento rispetto ai livelli del 2005. I nuovi obiettivi dovrebbero essere annunciati ad aprile.

Il parere degli ambientalisti 

Secondo il New York Times gli ambientalisti statunitensi chiedono da tempo di sospendere i permessi per estrarre petrolio e gas naturale dal territorio federale. Spesso parchi e aree naturali rischiano di essere compromesse dalle operazioni di estrazione. Secondo l’ong statunitense Oceania una decisione ancora più ambiziosa sarebbe la cancellazione di tutti i nuovi permessi. Questa eviterebbe la diffusione di 19 miliardi di tonnellate di gas serra nei prossimi anni.